Angioletto indiavolato che sospiri dietro un angolo velato dal desiderio
e dalla paura di essere compresi,
ci hai gabbato ancora.
Ci hai sorpresi nella notte come al solito.
Grandi occhioni emozionali e colmi di identità distratte;
come ci siam guardati
e stretti nella fronte piangevamo
infinitamente desolati.
Come un uccellino che ha sbattuto contro la finestra,
dentro vi ha trovato conforto e basilari comprensioni fraterne
e nello spazio s'è poi lanciato dopo il nuovo spavento.
Angioletto indiavolato che marci sopra al mare
son soggetto non raccomandabile, non abdico malgrado l'erosione
mi spodesto e mi riprendo il posto
perdo
e vinco.
Ed è finita un'altra settimana, cambia in continuazione
non cambia mai niente.
Salpa il sax diffuso nella mia stanza
e se la porta dietro
con me sopra.
(brutto:
definirò questo appena concluso il "periodo brutto", nel senso che mai mi sono sentito coscientemente brutto come in questi ultimi tempi. La brutterìa intorno ai trenta si fa spazio.
Ma si sente ch' èd de passàggio)